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10.07.2012 11:07
Anche Cipro nella morsa della Troìka

NICOSIA – L’onda lunga del disastro economico ellenico si fa sentire anche nella vicina isola di Cipro. L’effetto contagio era preventivabile, non fosse altro per la vicinanza geografica tra Atene e Nicosia.
Tuttavia la ricetta del governo cipriota non sembra così simile a quella greca e anzi, onde evitare l’ondata di contestazione che imperversa per le strade di Atene e non solo, Cipro ha trovato una soluzione che si potrebbe definire “mediana”.
Il governo di Cipro non si è limitato a chiedere l’aiuto della Comunità Europea, ma ha anche sostegno anche a Mosca, paese tradizionalmente amico in quanto fu uno dei primi Stati – nel lontano 1960 – a riconoscere Cipro come entità nazionale indipendente dall’Inghilterra. Inoltre, nella capitale cipriota vivono circa 30mila cittadini di nazionalità russa.
“I russi sono nostri buoni amici. Vogliono occuparsi di noi. Possiamo benissimo associare l'aiuto russo a quello europeo, non è un problema. Abbiamo bisogno di soldi per investire nel nostro sviluppo e per ricapitalizzare le nostre banche” – si giustifica così il presidente cipriota Demetris Christofias ai microfoni del Sole24Ore – “Aspettiamo una risposta russa a breve . Quando ho chiesto qualche tempo fa al Consiglio europeo se chiedere aiuti ai nostri amici fosse proibito dalla politica estera europea, nessuno si è opposto”
Così, mentre Cipro s’appresta ad assumere la presidenza della UE, le dichiarazioni del presidente Christofias appaiano suffragate da un progetto ben preciso. Non è da escludere – infatti - che l’intenzione del capo di Stato cipriota sia quella di mettere a confronto il pacchetto di aiuti russo con quello europeo, magari spuntando qualche condizione vantaggiosa per quel concerne gli aiuti a marchio UE.

Francesca Fumagalli
Italia Media srl.